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Quando
si dice: l'immagine è tutto...
Ovvero la saga di una famiglia che dell'immagine ha fatto la sua ragione
di vita, da più di cent'anni.
La storia è quella della famiglia Rodella, bresciani di Castelmella,
oggi leader proprio nel settore dell'immagine (foto, video, internet)
in campo ciclistico.
"Mio padre Pietro - racconta Silvano Rodella - è stato il
primo fotografo "ufficiale" della famiglia, ma il capostipite
in questo campo è stato suo nonno, Giuseppe, che gestiva una "sosta":
allora le chiamavano così, erano osterie che fornivano alloggio,
assistenza per gli animali.
A quei tempi raggiungere la città era fare un vero e proprio viaggio,
così il mio bisnonno era pronto ad immortalare, con le prime macchine
fotografiche al magnesio, le famiglie che vivevano questa avventura. Evidentemente
i Rodella avevano già la fotografia nel sangue. Mio padre, classe
1921, sin da giovane si interessava di fotografia e nel primo dopoguerra
ha iniziato la sua attività. È stato lui, quando avevo appena
otto anni, a mettermi in mano la prima macchina fotografica, una Rolleycard,
e a dirmi di provare, di divertirmi. A undici anni sono andato a lavorare
in un laboratorio che realizzava foto d'arte, poi ho continuato il mio
apprendistato in un altro laboratorio dove ho imparato i segreti della
stampa fotografica.
Dopodiché sono tornato a lavorare con mio padre a Travagliato:
allora il suo centro era un punto di riferimento per tutta la zona del
bresciano, seguivamo più di 150 matrimoni all'anno e mio padre
era un vero artista nel ritoccare le foto tessera, procedimento che allora
era molto in voga.
Con papà, che ha continuato a lavorare fino agli anni Novanta,
sono rimasto fino al servizio militare, poi ho preso la mia strada..
Per sei anni ho lavorato nella redazione di Brescia Oggi: ho fatto servizi
di cronaca nera, di calcio, di altri sport, tutto quello che serviva ad
un quotidiano. Ma tutto questo, ad un certo punto, non mi bastava più
e ho cercato nuovi sbocchi per la mia attività.
Il ciclismo era un mondo che mi piaceva ma soprattutto era quello che,
a mio parere, offriva maggiori spiragli. All'inizio, naturalmente, non
è stato facile far capire a tutti l'importanza di avere immagini
curate professionalmente e di qualità, ma pian piano sono riuscito
a far apprezzare il mio lavoro, lavorando prima nel bresciano, poi in
grandi corse a tappe come la Settimana Bergamasca e il Giro della Valle
d'Aosta, quindi in gare sempre più prestigiose. In quegli anni,
però, c'è stato un altro fatto importante: nel '73 ho sposato
Silvana Cantoni ed è stato ben più di un
matrimonio. Lei, infatti, ha condiviso pienamente la mia filosofia di
lavoro ed è diventata il mio punto di riferimento, soprattutto
per quello che riguarda il lavoro del laboratorio.
Poi sono nati Paolo e Fabio: su di loro ho subito fatto grande affidamento
e per fortuna mi hanno seguito.
Paolo dopo la scuola è entrato subito nel mondo del lavoro e grazie
a lui abbiamo sviluppato il settore video: mi ero accorto che cresceva
l'esigenza di produrre i filmati delle gare e delle manifestazioni che
seguivamo e grazie a Paolo abbiamo continuato a progredire in questo campo.
Fabio, invece, ha preso il diploma di grafica ed è diventato l'esperto
informatico della famiglia, completando la formazione tecnologica della
famiglia".
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